Camera dei Deputati
Resoconto stenografico dell’Assemblea
Seduta n. 576 di mercoledì 25 gennaio 2012
Discussione delle mozioni Franceschini ed altri n. 1-00800, Cicchitto ed altri n. 1-00802, Cambursano e Brugger n. 1-00818, Mecacci ed altri n. 1-00821, Donadi ed altri n. 1-00822 e Antonione ed altri n. 1-00823 sulla politica europea dell’Italia.
(Discussione sulle linee generali)
PRESIDENTE. È iscritto a parlare l’onorevole La Malfa. Ne ha facoltà.
GIORGIO LA MALFA. Signor Presidente, vorrei limitarmi a fare tre domande – attraverso la cortesia del sottosegretario D’Andrea – al Presidente del Consiglio per la replica che egli farà al termine della nostra discussione.
Le domande sono: se egli potesse dare alla Camera qualche informazione diretta sugli esiti della riunione dell’Ecofin di ieri perché quella riunione, a stare alle informazioni stampa, avrebbe visto di nuovo un certo arresto del progresso che si sperava si potesse fare sul cosiddetto Fondo «salva Stati» su questo insieme di questioni; se egli potesse ulteriormente informarci sull’evoluzione del negoziato sul nuovo trattato e, in particolare, sul famoso articolo 4. Il Presidente del Consiglio disse, giovedì scorso, parlando alla Camera, che l’Italia non avrebbe ceduto di un millimetro nel difendere la posizione che era contenuta nell’originario Six Pack. Vorrei sapere a che punto siamo; infine, un punto più largo e più vasto: il Presidente del Consiglio ha detto molte volte che, dopo questa fase, comincerà la fase della crescita che dovrà essere governata e spinta dall’Europa. Sarebbe molto importante comprendere che cosa, agli occhi del Presidente del Consiglio, è ciò che l’Europa può fare per la crescita, quali sono gli strumenti di questa crescita, quali sono i settori in cui questa crescita si può sviluppare e manifestare e con quali tempi egli spera di ottenere questo. Mi riservo, signor Presidente, poi, nella fase finale, di esprimere come sarà il voto del gruppo liberal-democratico che io ho qui l’onore di rappresentare.
Dichiarazioni di Voto
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l’onorevole La Malfa. Ne ha facoltà per due minuti.
GIORGIO LA MALFA. Signor Presidente, l’aspetto politico importante di questa mozione è che l’abbiano sottoscritta gli onorevoli Cicchitto, Franceschini, il Terzo Polo, cioè i componenti di quelle forze politiche che rappresentano larga parte del Parlamento e che hanno assicurato al Governo la fiducia al momento del suo inizio. Oggi questo consenso largo si sposta sul tema fondamentale che è la politica estera ed europea del nostro Paese, e questo dà – ne siamo molto lieti – una forza al Governo per poter parlare con autorevolezza avendo dietro di sé il Parlamento e il Paese in Europa.
Per dire che cosa, signor Presidente del Consiglio, all’Europa? Noi sappiamo che ci sono due interpretazioni della grande crisi dell’euro: una è che essa sia essenzialmente la responsabilità, il frutto della mancanza di responsabilità di alcuni paesi (la Grecia, la Spagna, il Portogallo, l’Italia); un’altra interpretazione è che questa crisi sia anche il frutto e il risultato di una mancanza di una politica comune dell’Europa per sostenere la crescita dell’area dell’euro. La verità naturalmente sta in parte nella prima e in parte nella seconda spiegazione, ma il significato politico di questa mozione è che il Governo Monti può andare in Europa e dire: l’Italia sta facendo la sua parte, e continuerà a fare la sua parte per mettere ordine in quei compiti e in quelle cose che hanno contribuito alla crisi europea, ma l’Europa deve assumere la crescita di tutte le sue aree come una parte importante ed essenziale dei suoi compiti. La Commissione europea, la Banca centrale europea, l’Unione europea, il Consiglio europeo dei Capi di Stato e di Governo non possono rimandare – professor Monti – a domani e a dopodomani il tema della crescita, perché noi non abbiamo più, Stati nazionali, la possibilità di usare le risorse della finanza pubblica per sostenere lo sviluppo. Tocca all’Europa prendere questa responsabilità, e lei oggi è autorizzato – professor Monti – a parlare con forza con la voce di un Paese che sta facendo il suo dovere ma che chiede al resto dell’Europa di fare il suo dovere, che è un dovere essenziale (Applausi di deputati dei gruppi Popolo della Libertà, Partito Democratico, Unione di Centro per il Terzo Polo, Futuro e Libertà per il Terzo Polo e Misto-Alleanza per l’Italia).





