Giorgio LA MALFA (Misto-LD-MAIE), nell’associarsi al ringraziamento al ministro, ricorda l’esito a suo dire sorprendente del Consiglio europeo di fine giugno che sembrava aver finalmente affrontato congiuntamente i problemi del rigore, della crescita e della stabilizzazione. Purtroppo, a sole due settimane di distanza, resta in piedi soltanto l’obiettivo del rigore, a cui sono finalizzate le ratifiche in esame, mentre la crescita è rinviata e la stabilizzazione si è fermata non solo per l’allungamento dei tempi del processo di ratifica in Germania, ma soprattutto per le dichiarazioni recenti della Cancelliera Merkel, oltre alle prese di posizioni di Paesi Bassi e Finlandia.
Preannuncia in ogni caso il suo voto favorevole, pur essendosi invece opposto alla modifica dell’articolo 81 della Costituzione, in quanto all’Italia non resta che la speranza di aggrapparsi al mantenimento degli impegni presi a fine giugno. Si chiede però dal punto di vista politico, analogamente alla collega Boniver, come si possa andare avanti con un’Europa che ha ormai chiaramente rinunciato a condividere un destino comune, nonostante l’ottimismo degli scenari delineati dal ministro. Osserva come in passato la solidarietà politica non venisse subordinata alla richiesta di comportamenti virtuosi, ma costituisse un valore in sé. Rileva criticamente il fatto che la moneta unica è stata un passo troppo avanzato rispetto alle condizioni del quadro politico-istituzionale. L’irrimediabile fallimento del trattato di Maastricht, fondato sull’imposizione di vincoli senza vantaggi, trova conferma nella circostanza che oggi siano proprio i deputati maggiormente europeisti, come lui stesso, a denunciare la crisi. Rimarca del resto come anche la Germania abbia le sue difficoltà, alla luce della drammatica condizione dell’euro. Conclude prendendo atto che il disegno che avrebbe dovuto portare l’Europa a contare di più nel mondo si è invece risolto in un drastico ridimensionamento del vecchio continente.






