PRESIDENTE
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Ha chiesto di parlare l’onorevole La Malfa. Ne ha facoltà.

GIORGIO LA MALFA
Signor Presidente, intervenendo immediatamente all’indomani della conclusione del vertice, in un’intervista a La stampa di Torino, ero rimasto molto sorpreso dalla risposta dell’Europa alla serie di problemi che doveva affrontare. Ho anche aggiunto che, al di là degli aspetti generali di questo risultato del Consiglio europeo, quello che mi sembrava molto importante è il ritorno dell’Italia in una posizione di prestigio internazionale, dopo anni di marginalità se non di derisione. Quindi mi fa molto piacere dare atto al Governo e al Presidente del Consiglio sia di aver contribuito a quei risultati di carattere generale, sia di aver restituito – cosa che per me è molto più importante – al nostro Paese quella dignità e quel prestigio che poi sono parte della possibilità di affrontare seriamente i problemi.

In che cosa consiste, signor Presidente Monti, il passo avanti dell’Europa? Infatti questo è il problema di fondo. In questo dibattito di oggi lei ha accennato alle questioni bancarie, ha accennato alla politica della crescita, ha accennato alla questione dello spread, ma tutto questo è declinato ancora una volta al futuro dell’Europa, sperando che non vengano fatti passi indietro nella trasformazione di queste impostazioni generali e nella realizzazione. A me pare che il passo avanti del Consiglio europeo sia semplicemente uno, e cioè che l’euro non è più candidato ad un crollo immediato. Non possiamo dimenticare che la signora Lagarde aveva parlato di tre mesi per salvare l’euro e il commissario Rehn aveva detto: «Andiamo verso la disintegrazione dell’euro e dell’Europa». Questo è quello che è avvenuto, cioè è stata rinviata una difficoltà, speriamo rinviata a lungo.

All’Italia la crisi avrebbe aggravato i nostri problemi, ma questo rinvio non risolve i nostri problemi, signor Presidente. Lei ha davanti a sé il problema della crisi italiana. Il Governo si prepara a riconoscere una caduta del reddito non dell’1,2, ma forse dell’1,5, forse del 2 per cento. Io le chiedo di disegnare al più presto una politica di ripresa dell’economia italiana, che non può essere solo una politica di risanamento finanziario. Ciò perché siamo in questo soli e non sarà l’Europa a darci una mano per poter uscire dalla profonda crisi in cui ci troviamo, con disoccupazione e via dicendo. Questo è il compito prossimo che assegnerei al Governo, se potessi: disegnare una politica nazionale che consenta di uscire dalla crisi in cui siamo. 
(Applausi dei deputati del gruppo Misto-Liberal Democratici-MAIE)
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