Cari amici,
il Quotidiano nazionale mi ha chiesto un’opinione sugli sviluppi della crisi. Personalmente penso che vi saranno molte manovre, ma alla fine, prima di quanto forse si pensa, ci sarà un governo. Sarà il PD a essere costretto a sostenere in qualche modo una delle due possibile coalizioni, quella con la destra e quella con i 5 stelle. In ogni caso, se questo non vi sarà, probabilmente nascerebbe un governo “del Presidente” (come fu il governo Dini nel 1995) che porterà avanti il Paese per un certo tempo.
Penso che sia meglio un risultato incerto e un sistema proporzionale, che un risultato netto ottenuto amputando la rappresentanza. Oltretutto, situazioni come quella che attraversiamo in questi giorni mettono alla prova la capacità politica dei vari movimenti politici e costringono rapidamente i gruppi che hanno fatto campagne basate sulla ‘purezza’ e sulla ‘non-contaminazione’ – vale sia per la Lega, che per i 5 stelle che per la nuova posizione del PD – a fare i conti con la realtà. Per questa ragione gruppi politici con queste caratteristiche preferiscono i sistemi presidenziali-maggioritari che non li costringono al bagno della realtà. Per questo il proporzionale è meglio da tutti i punti di vista, sia perché rappresenta il Paese per quello che effettivamente è, sia perché impone a tutti una qualche moderazione.
Con viva cordialità
Giorgio La Malfa

 

Come ha detto oggi il presidente della Repubblica, visto l’esito delle elezioni, un governo potrà nascere solo se le forze politiche daranno prova di senso di responsabilità. Che vuol dire senso di responsabilità? Vuol dire che il governo dovrà nascere dall’intesa fra due delle tre aree emerse dalle elezioni (difficile possano essere tutte e tre). E nel farlo ambedue dovranno rinunciare a buon parte dell’identità su cui ha costruito il proprio risultato. Al solo pensiero, i due vincitori, 5 Stelle e Lega, sono presi dal terrore. Dover attenuare il proprio profilo lasciando al terzo il privilegio dell’opposizione? Per ambedue la soluzione ideale sarebbero nuove elezioni dominate dal conflitto fra loro. Se il Presidente della Repubblica renderà chiaro che costringerà tutti ad assumersi apertamente tutte le responsabilità, il tentativo non avrà successo.

Il vero sconfitto, che è il Pd, cercherà a lungo di sottrarsi alla responsabilità di scegliere fra Lega e 5 stelle. Schulz in Germania, all’indomani della sconfitta, aveva dichiarato che la socialdemocrazia sarebbe andata all’opposizione. Alla fine ha dovuto dover fare marcia indietro. Il Pd non reggerà una settimana su questa posizione, anche perché se alla fine fosse lui a causare le elezioni anticipate, perderebbe gran parte degli elettori residui. Dunque si può guardare alla situazione con cauto ottimismo: vi sarà una soluzione. Quale? Non si può dire ancora. Ma uno dei grandi meriti dei sistemi proporzionali (oltre a quello non banale di registrare il paese per quello che è senza amputarne artificialmente la rappresentanza) è quello di costringere le forze politiche a dare prova di responsabilità

e a trovare compromessi. Il percorso della crisi darà indicazioni agli elettori sulla capacità politica, il senso di responsabilità, o il semplice buon senso delle forze cui essi hanno conferito la rappresentanza. Chi non darà prova di senso di responsabilità difficilmente raccoglierà maggiori consensi in futuro, anzi potrebbe cominciare a vedere incrinata la propria immagine.

 


Archivio

Diritti riservati

© 2011 Giorgio La Malfa - info@giorgiolamalfa.it

Developed by Cleverage