Cari amici,
vi mando un mio articolo sulla TAV apparso sabato sul Quotidiano Nazionale. Vedo che I giornali di oggi danno come probabile che I 5 Stelle si acconcino a una decisione positiva sulla TAV.  E’ possibile perché Di Maio e I suoi  mi sembrano alla disperazione. Ma ho anche l’impressione che I giornali stiano forzando la mano: onestamente non vedo come I 5 stelle possano accettare una decisione positive senza spaccarsi.
Comunque staremo a vedere.
Approfitto per un breve commento sull’esito delle primarie del PD. Personalmente non ho votato, ma considero la scelta di Zingaretti la migliore che il PD potesse fare. Ho anche l’impressione che il peggio della crisi delle opposizioni sia passato. E’ l’effetto del fatto che il governo Lega-5 stelle ha fatto molto male in questi mesi. Non credo che possano durare a lungo, perché continuando così la crisi investirà anche la Lega che apparentemente ancora va bene, anche se il voto in Sardegna è un segnale significativo.
Molto cordialmente
Giorgio La Malfa

 

 

Che cosa avevano in comune Lega e 5 Stelle aldilà della comune opposizione ai governi degli scorsi anni e la voglia di cavalcare il malessere di una società da anni ampiamente insoddisfatta? Si è visto che di comune avevano ben poco. Pensavano di aver trovato il punto di incontro nell’addossare al bilancio dello Stato il finanziamento delle rispettive promesse elettorali. Non si erano resi conto che avevano ereditato una situazione che non lasciava margini per questo. L’Italia ha bisogno di un governo capace di creare le risorse, prima di distribuirle. Su questo non avevano alcuna idea all’inizio e continuano a non averle oggi.

Nella fretta di impossessarsi del Governo non avevano tenuto conto del fatto che vi erano questioni su cui non era possibile né mettersi d’accordo né rinviare sine die. La questione delle opere pubbliche e in particolare la Tav è la cartina al tornasole dell’equivoco della maggioranza. Sulla Tav non si può non decidere. Ci sono impegni internazionali che si rispettano e finanziamenti se si va avanti e che si violano se ci si ferma.

Chi ha sbagliato? Forse l’errore più grave lo ha commesso la Lega. Essendo favorevole all’opera non doveva rimettere la questione all’analisi dei costi e benefici o pretendere che la scelta dei criteri di valutazione del progetto fosse fatta dal Governo nel suo insieme. Peraltro l’analisi dei costi e benefici è utile per valutare le varianti di uno stesso progetto. La decisione su un progetto come la Tav è una responsabilità politica. O è sì o è no.
Ora, comunque, i margini di equivoco sono finiti. Il ministro dell’Economia si è schierato; il ministro delle Infrastrutture si è schierato contro di lui. Ora il mondo imprenditoriale si è schierato e così i sindacati. Non c’è una mediazione possibile. Vi deve essere una decisione, all’indomani della quale una delle due componenti, se ha una faccia, se ne dovrà andare dal governo. In alternativa possono perdere la faccia ambedue, rinviando ancora. E a quel punto l’opinione pubblica avrà capito.

 


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