Cari amici,
il Resto del Carlino mi ha chiesto un commento sulle due interviste di Giorgetti avant’ieri e di Di Maio ieri. Non dispongo di informazioni dall’interno del governo e quindi quello che ho scritto riflette una mia congettura. Ma poiché conosco Giorgetti (per alcuni anni lui fummo colleghi nella Presidenza di due Commissioni della Camera dei Deputati che spesso lavorano insieme: lui della Commissione Bilancio, io della Commissione Finanze), penso che le sue preoccupazioni siano autentiche e esprimano una insoddisfazione per una certa inerzia dell’esecutivo rispetto alle nuvole che si addensano sull’Italia.
Colgo l’occasione per un augurio di buon ferragosto.
Giorgio la Malfa

 

Se il sottosegretario alla presidenza del Consiglio Giancarlo Giorgetti, che notoriamente non è molto loquace, dà un’intervista per dire che alla ripresa dopo le vacanze vi potrebbe essere un attacco speculativo contro l’Italia, conviene riflettere sulle sue parole. Evidentemente deve avere delle buone ragioni per un’uscita così forte.
Se poi il ministro delle attività produttive, che è il leader dell’altro partito di governo, si affretta il giorno dopo a concedere a sua volta un’intervista per dire che egli non vede nessuna crisi alle porte, evidentemente le posizioni in seno al governo sono divaricate. E infine, se di economia parlano esponenti di alto livello dei due partiti della coalizione, mentre tace il titolare di queste materie che è il ministro dell’Economia, non si può che concludere che oltre a divaricazione vi è anche confusione.
Detto questo, poiché Giorgetti è persona seria e di buonsenso, bisogna interrogarsi sul senso delle sue parole. Si può escludere che l’accenno alla crisi autunnale sia un modo di mettere le mani avanti. Se l’Italia venisse investita da un’ondata speculativa, l’averlo preannunciato non cambierebbe il problema. Il vicepresidente Di Maio si illude quando afferma che, anche di fronte a un attacco speculativo, il governo non si farebbe distogliere dai suoi propositi. In realtà se parte la speculazione, non c’è programma che tenga: l’unica priorità diventa fronteggiare la crisi e questo vuol dire politiche restrittive tout court.
Per questo bisogna pensare che Giorgetti stia rivolgendo a qualcuno un’accusa di inerzia: se si prepara
un attacco a settembre, allora bisogna fare qualcosa subito. Si può prevenire un attacco? Il solo modo
di farlo è di mettere per tempo sul tavolo i progetti del governo precisando il quadro complessivo in
cui essi si collocano. Questo il governo non lo ha ancora fatto. Il compito è in primo luogo del
presidente del Consiglio che ha responsabilità dell’indirizzo politico del governo e, con lui, del
ministro dell’Economia.
È possibile che Giorgetti abbia voluto dire all’uno e all’altro: attenti perché mentre voi studiate le carte, può partire la speculazione? Se i destinatari delle parole di Giorgetti sono il presidente de Consiglio e il ministro dell’Economia non è Di Maio che deve rispondere. L’invito è rivolto al massimo livello politico del governo. Prima che sia troppo tardi.

 

 


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