Cari amici,
ieri ho ascoltato sul sito della BCE la conferenza stampa di Draghi. Sono rimasto sconcertato dalla risposta che Draghi ha dato – anzi ha dovuto dare – a una domanda sulla rivalutazione, che è in corso, dell’euro. E’ chiaro a chiunque che i movimenti dei cambi hanno un’influenza importante sulla competitività di un’economia e quindi non possono non essere materia di riflessione principale dal punto di vista della politica economica. In Europa invece formalmente questo è un problema che non riguarda nessuno perché la BCE se ne può e se ne deve occupare solo nella misura in cui il tasso di cambio dell’euro ha un’influenza sul tasso di aumento dei prezzi e quindi sul solo obiettivo cui la BCE può e deve guardare. E nessun altro se ne può occupare perché la responsabilità circa il livello dei prezzi è della BCE.
Ma ci può essere un arrangement più insensato?
Per il resto Draghi ha resistito alle pressioni tedesche che sono oltretutto collegate alle prossime elezioni in quel Paese. Sarebbe stato molto grave se in vista delle elezioni politiche del 24 settembre avesse mosso i tassi. La CDU dovrà andare alle elezioni senza avere ottenuto di piegare la BCE. Temo però che ad ottobre Draghi dovrà cominciare a smontare il QE. Lì cominceranno i guai per l’Italia.
Molto cordialmente
Giorgio la Malfa

 

 

Il comunicato emesso ieri pomeriggio dalla Bee al termine della riunione mensile del suo Consiglio direttivo e illustrato da Mario Draghi nella successiva conferenza stampa indica che ancora una volta i rappresentati della Germania non ce l’hanno fatta. Questa è la buona notizia. La richiesta della bundesbank, cui si era aggiunto per l’occasione il ministro delle finanze Schauble, di concludere o quanto meno di ridimensionare fortemente il Quantitative easing, cioè l’acquisto mensile di titoli da parte della Bee e la conseguente immissione di liquidità nell’Eurozona, non è passata. LaBce ha annunziato che continuerà il programma di acquisto dei titoli nella misura attuale e mantiene inalterati i tassi di interesse.

Draghi ha tenuto a precisare che la crescita dei prezzi nell’Eurozona è ancora inferiore a quel traguardo del 2% che è l’obiettivo della banca ed ha aggiunto che la recente rivalutazione dell’euro, comportando un minore costo in euro delle materie prime, potrebbe riflettersi in una minore inflazione.

Per cui per ora nulla cambia. E tuttavia la riunione non deve essere stata facile. Perché accanto all’annuncio che le politiche della Bee per ora restano immutate, vi è stata la notizia, assai meno buona, comunicata da Draghi e cioè che probabilmente nella prossima riunione del Consiglio, che si svolgerà a fine ottobre, la Bee inizierà a discutere del “ricalibramento” dei suoi interventi. In sostanza, cioè, vi è da ritenere che intorno alla fine di quest’anno comincerà una progressiva attenuazione del quantitative leasing e quindi un certo aumento dei tassi di interesse. Per noi sarà l’inizio di una fase di nuove ed accentuate difficoltà…

 


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