PRESIDENTE.
È iscritto a parlare l’onorevole La Malfa. Ne ha facoltà.
GIORGIO LA MALFA. Signor Presidente, non c’è nulla da aggiungere all’analisi, estremamente puntuale, che ha fatto il relatore, onorevole Ciccanti, il quale ha delineato un quadro grave e – se possiamo usare un’espressione diretta – drammatico dell’economia italiana. Di fronte a questo quadro, preso atto che la relazione e il documento del Governo danno indicazioni tranquillizzanti per ciò che riguarda l’evoluzione della finanza pubblica nel nostro Paese, vi è una sola domanda che questo Parlamento deve rivolgere al Governo. Mi dispiace che non sia presente il Ministro dell’economia e delle finanze o il Presidente del Consiglio a questo nostro dibattito. La domanda è: ma il Governo è rassegnato ad accettare un andamento macroeconomico così deprimente e così disperante come quello descritto nelle tavole macroeconomiche? Si tratta cioè di una caduta del reddito del 2,4 quest’anno e dello 0,2 per l’anno prossimo. Insomma, il nulla fino al 2015, con l’aumento drammatico della disoccupazione.
È rassegnato il Governo o il Governo intende – come noi pensiamo debba intendere – fare qualche cosa per sollevare l’economia italiana e chiedere all’Europa di non assistere silenziosamente e con soddisfazione alla caduta dell’economia di un grande Paese come l’Italia, che poi avrà ripercussioni sul resto dell’Europa e del mondo? Vogliamo dare o no una svolta alla condizione economica del nostro Paese o consideriamo con rassegnazione che gli indici della disoccupazione crescono, che i giovani sono disoccupati, che il Mezzogiorno è così e via dicendo?
Ecco, questa è la domanda, signor Presidente, che mi permetto di rivolgere al Governo.

 


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