In occasione della pubblicazione degli
Annali della Fondazione Ugo La Malfa
Volume XXVI, 2011 – Direttore Corrado Scibilia
La Gangemi Editore e la Fondazione Ugo La Malfa invitano la S.V. al dibattito

Fascismo e antisemitismo

interverranno:

ANNA FOA, ARRIGO LEVI, MARIO TOSCANO
Giovedì 13 settembre 2012 ore 17,30
Sala Mostre e Convegni Gangemi Editore via Giulia 142, Roma
presiede:

GIORGIO LA MALFA

in allegato l’invito

Storia e Politica. Annali della Fondazione Ugo La Malfa, XXVI 2011

 

Fascismo e antisemitismo

Sezione monografica (pp. 121-176)

La sezione monografica nasce dagli interventi proposti al Convegno della Società Italiana per lo Studio della Storia Contemporanea (SISSCO) svoltosi a Forlì dal 22 al 24 settembre 2011.

Il razzismo e l’antisemitismo spesso vengono trattati come un corpo estraneo nello sviluppo della storia occidentale. L’idea che ha ispirato queste ricerche nasce invece dalla convinzione che il razzismo e l’antisemitismo abbiano segnato in maniera decisiva la storia europea. Senza lo studio di questi due fenomeni non si capirebbero eventi capitali del Novecento, come il colonialismo e la Shoah. Si tratta quindi di fenomeni che devono trovare una collocazione “legittima” nello sviluppo storico tra l’Ottocento e il Novecento: non si tratta di incidenti di percorso, ma delle risultanti di forze profonde scaturite dal cuore delle società europee nel travaglio della modernità.

Anche la storia d’Italia nell’età contemporanea non può prescindere dall’esperienza fascista, culminata nell’affermazione del razzismo di stato. Il settennio 1938-1945 rappresenta il coagulo di forze, esperienze, ideologie che possono vantare una “tradizione” trasversale nella storia italiana, dal nazionalismo, al mondo cattolico, al socialismo.

I contributi che si presentano tentano di offrire alcuni strumenti di analisi in questo senso.

La sezione monografica è così strutturata: Francesco Germinario sviluppa un’analisi della specificità dell’antisemitismo fascista nel contesto europeo; Olindo De Napoli il rapporto tra razzismo coloniale e antisemitismo; Valerio De Cesaris affronta il nodo della reazione cattolica alla campagna antisemita del fascismo; Annalisa Capristo apprafondisce il contributo dato dal mondo della stampa alla creazione degli stereotipi antisemiti.

Abstract

Francesco Germinario, Antisemitismo «maturo», «monotematico», «contaminato»: categorie storiografiche e teorico-politiche

(pp. 123-136)

La periodizzazione interna al fenomeno storico dell’antisemitismo è scandita da due fasi. A una fase, fino all’Affaire Dreyfus, in cui l’antisemitismo si presenta come un’offerta politica limitata (la lotta contro l’ebraismo, la finanza ebraica), ne succede una in cui l’antisemitismo si contamina con altre proposte politiche più complessive (Action française, nazismo).

L’universo ideologico antisemita è già maturo nella sua prima fase; esso intende promuovere la formazione di un «uomo nuovo» deebreizzato.

Questo nodo di problemi si riverbera naturalmente sull’antisemitismo fascista, che presenta ancora alcune questioni aperte: perché il fascismo si presenta sulla scena quale unico movimento di destra non antisemita sin dalle origini? Come si modifica il fascismo in seguito alla svolta del 1938? Come s’inserisce la svolta antisemita, nel progetto totalitario fascista?

Olindo De Napoli, Razzismo coloniale e leggi contro gli ebrei nell’esperienza italiana

(pp. 137-149)

La relazione prende in esame il rapporto problematico tra il razzismo coloniale e le leggi del ’38-’39 contro gli ebrei. Si tratta di una questione che divide in modo radicale la storiografia, che si riconnette a due contrapposte visioni più generali: la prima è quella delle “lunghe radici del razzismo fascista”, e tende ad accentuare le continuità nella storia del razzismo italiano e particolarmente di quello fascista; la seconda, invece, sottolinea le fratture e le aporie, e non considera le leggi antiebraiche una mera propaggine di un percorso già avviato nelle colonie.

L’esposizione intende dar conto delle argomentazioni delle diverse posizioni storiografiche in campo. E, infine, proporre una lettura che tenga conto della complessità del problema, tra esigenze di autorappresentazione del regime fascista e aspetti tecnico-giuridici (quale la nascita del concetto giuridico di “razza”), che si rivelano utili alla comprensione più generale del fenomeno del razzismo fascista.

Valerio De Cesaris, I cattolici italiani e l’antisemitismo fascista

(pp. 151-162)

L’intervento si propone di presentare alcuni elementi di novità emersi nel corso di un’ampia ricerca che ha avuto, come primo risultato, il volume Vaticano, fascismo e questione razziale. In particolare, l’intervento si concentra sul 1938 e sulle reazioni che le leggi razziali suscitarono tra i cattolici italiani. Vi sono affrontate alcune importanti questioni storiografiche – ad esempio, se le leggi razziali provocarono o meno un calo del consenso al regime fascista; se l’opposizione vaticana a tali leggi era dovuta soltanto alle norme sui matrimoni misti, che infliggevano un vulnus al Concordato – e vi è il tentativo di tracciare un quadro articolato, per quanto sintetico, delle posizioni presenti nel mondo cattolico italiano. Sono dunque prese in esame sia le espressioni di consenso all’antisemitismo fascista, sia le prese di posizione ad esso contrarie, con un’attenzione particolare agli articoli apparsi sulle più autorevoli testate cattoliche.

Annalisa Capristo, L’antisemitismo su alcuni grandi giornali italiani. Alcune corrispondenze dai paesi dell’Est negli anni Venti e Trenta

(pp. 163-176)

L’antisemitismo in Italia negli anni 20 e ’30 arrivò anche attraverso alcune corrispondenze di famosi giornalisti inviati nell’Europa centro-orientale: Polonia, Romania, Galizia, e anche Germania.

E’ un aspetto per nulla banale della cultura giornalistica italiana e ancora poco noto. Il tema della “questione ebraica” all’Est pervenne nel nostro Paese sotto forma di stereotipi antiebraici, ma anche di analisi e discussioni politiche piuttosto complesse. In qualche caso furono sinistramente anticipate le politiche discriminatorie e persecutorie poi realmente messe in atto negli anni Quaranta. L’Italia venne dunque informata piuttosto nel dettaglio sulle dinamiche antisemite che si stavano sviluppando nel Centro-Europa. Nel mio intervento analizzerò alcune di queste corrispondenze, utilizzando anche nuovi documenti.

 

Clicca sul link in basso per scaricare l’invito

Invito-la-malfa-13-settembre-2012

 


Archivio

Diritti riservati

© 2011 Giorgio La Malfa - info@giorgiolamalfa.it

Developed by Cleverage