Paolo De Ioanna era un rappresentante di quella straordinaria categoria di “civil servants” che sono stati e sono tuttora, nonostante il degrado della vita pubblica, molti degli alti funzionari della Camera e del Senato: colti, riservati, consapevoli della pluralità delle posizioni politiche,  rispettosi delle ragioni di tutti gli interlocutori, attenti a evitare che i propri orientamenti interferissero con il loro lavoro quotidiano, portatori – come avrebbe detto Giovanni Spadolini – di “una certa idea dell’Italia”. I suoi interventi, quando partecipava ai dibattiti della Fondazione La Malfa, erano preziosi. Ci mancherà molto.

Mi unisco al cordoglio dei tanti suoi  amici ed estimatori
Giorgio La Malfa
 


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